LICEO ARTURO TOSI X PARCO DELLE ROGGIE

| Pronus avium | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Divisione | Tracheobionta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Ordine | Rosales |
| Famiglia | Rosaceae |
| Genere | Prunus |
La nomenclatura del ciliegio è piuttosto confusa. Nella prima edizione dello “Species Plantarum”, Linneo, un botanico del XVIII secolo, trattò il ciliegio come una varietà singola, chiamata “Cerasus racemosa hortensis”, che in italiano significa "Il Ciliegio dei giardini con racemi", mostrandolo come una pianta coltivabile. Continuando i suoi studi, Linneo ne espanse la classificazione a specie (“Prunus avium”, ovvero “Il ciliegio degli uccelli”, oppure “Bird Cherry” in inglese, traducendo letteralmente il nome latino), in quanto ne individuò più varietà. Inoltre, un altro nome scientifico del ciliegio tardivo, Prunus serotina, riflette una sua caratteristica distintiva: Prunus è il termine latino per il ciliegio o il susino, mentre serotina deriva da serotinus, che significa "tardivo".
Il ciliegio tardivo è un imponente albero caducifoglie e latifoglie che può raggiungere un'altezza notevole, compresa tra i 15 e i 32 metri. Durante la fase iniziale di crescita, mostra un tronco eretto e una corona conica, che successivamente si trasforma in una forma arrotondata e irregolare negli alberi più vecchi. La sua longevità è impressionante, con un'età media di circa 100 anni, e la sua esigenza primaria è la luce, dimostrando una particolare sensibilità a questo aspetto ambientale. Un tratto distintivo del ciliegio tardivo è la presenza di due o tre nettari, ghiandole delle foglie, alla base delle foglie ovali, dentate sulla loro superficie, disposte in modo alternato e che misurano tra i 7 e i 14 cm in lunghezza e tra i 4 e i 7 cm in larghezza. La corteccia presenta una superficie levigata, assumendo una tonalità porpora-marrone che diviene più scura, spessa e fessurata nei vecchi alberi. Il picciolo, lungo tra i 2,5 e i 3 cm, può ospitare al massimo cinque piccole ghiandole o bacche rosse. L'albero è deciduo, ovvero perde le foglie durante l'autunno, quando assumono colorazioni rosse, arancioni e rosa prima di lasciare gli alberi. I fiori sono bianchi e peduncolati, disposi sulle foglie a gruppi di sei alla volta massimo. La fioritura avviene in primavera, contemporaneamente alla produzione di nuove foglie, intorno al mese di Aprile. In conclusione, il frutto è una ciliegia di 1–2 cm di diametro, variabile da specie a specie e da un metodo di coltivazione ad un altro.
ll ciliegio tardivo, una specie alloctona originaria del Nord America e fortemete invasiva, è diffuso in diverse regioni dell'Europa, estendendosi dalle isole britanniche fino alla Russia e attraversando paesi come la Francia, la penisola iberica, l'Italia, la Germania e la Scandinavia. A sud, si trova fino in Marocco e Tunisia, nelle zone più fredde delle montagne dell'Atlante, mentre a nord raggiunge la Norvegia, la Svezia, la Polonia, l'Ucraina, il Caucaso e a nord dell'Iran. Una piccola popolazione si trova anche nell'ovest dell' Himalaya. In Italia, il ciliegio è presente naturalmente dalle zone altocollinari fino a quelle montuose, resistendo bene al freddo. Sebbene non sia abbondante nelle foreste e non adatto come specie pioniera, il ciliegio richiede un ambiente forestale stabile e un microclima continuato nel tempo per espandersi naturalmente. I ciliegi presenti in boschi e foreste, se non piantati correttamente, diventano vulnerabili a erbivori come caprioli e cinghiali, nonché a malattie come il cancro batterica. La fascia climatica dell’habitat del ciliegio è quella temperata, quindi nei paesi con un clima simile all’Europa centro-meridionale.
Il ciliegio è spesso coltivato come albero ornamentale nei parchi, ma raramente lungo le strade o nei giardini a causa delle sue dimensioni. Il robusto legno marrone-rosso del ciliegio è ampiamente impiegato nella produzione di mobili e strumenti musicali. La pianta è apprezzata anche come fonte di nettare per le api, contribuendo alla produzione di miele. Dal punto di vista farmaceutico, l'industria sfrutta il succo dei pedicelli dei frutti del ciliegio per le sue proprietà astringenti, antitossiche e diuretiche.